"Così è(se vi pare)"

Illusioni ottiche

 percezione visiva

visione tridimensionale

campi recettivi ed inibizione laterale

La visione è un processo complesso che ha la sua origine nello stimolo fotochimico percepito dalla retina, ma che giunge a compimento nelle aree visive ed associative cerebrali con la elaborazione delle informazioni ricevute, secondo parametri e riferimenti prestabiliti.

Una incongruenza nella valutazione dei vari parametri può generare un errore interpretativo o illusione ottica, che consiste in una errata interpretazione d'insieme della realtà visiva che è anche in funzione delle esperienze psicofisiche maturate dal singolo individuo.

L'elenco di alcuni esempi di illusioni ottiche che dimostrano come la realtà possa essere diversa da come ci appare: un qualcosa di assolutamente soggettivo, a volte praticamente un punto di vista.

 

illusione di Hermann
llusione di kanizsa
illusione figura-sfondo
illusione di Ponzo
illusione di Muller-Lyer
 
illusione di Pogendorf
illusione di Hering
assimilazione del colore
doppi cerchi
illusione di Ouchi
 
illusioni ottiche in natura

 

Il meccanismo della percezione visiva

Il campo di visione è l'insieme dei punti dello spazio che l'occhio immobile può abbracciare.

La fissazione di un oggetto e la sua visione distinta avvengono sulla fovea, che è una piccolissima parte della retina situata al polo posteriore in corrispondenza del foro pupillare.

Nel campo visivo c'è un punto cieco che corrisponde alla proiezione del nervo ottico, il quale è privo di fotorecettori.

Tuttavia non ce ne accorgiamo, perché l'occhio è soggetto a continui impercettibili  movimenti involontari chiamati saccadi che hanno la funzione di spostare la posizione della fovea su tutti i punti dell'oggetto esaminato, adattando in tal modo la fissazione e consentendo una esplorazione completa di ciò che si sta osservando.

Però ciò che l'occhio percepisce non è un oggetto ben definito, ma un insieme di linee e di punti assemblati nello spazio che vengono trasmessi al cervello nell'area visiva situata nella corteccia occipitale; qui vengono elaborati, memorizzati e trasformati in cognizione visiva.

Il cervello, nel suo processo di elaborazione, è portato a raggruppare i dati secondo schemi comuni a tutti gli esseri umani; per questo distinguiamo le cose allo stesso modo; può essere diversa l'interpretazione, in base alle diverse condizioni di apprendimento individuale.

Nella figura a fianco, ad esempio, la maggior parte delle persone trova più logico unire i punti secondo il primo schema che appare più lineare ed immediato piuttosto che secondo quello riportato in basso apparentemente più complesso.

Quindi noi vediamo quello che la nostra esperienza visiva e cognitiva ci consente di riconoscere, sulla base di una logica percettiva fondamentalmente comune.

In ultimo entra in gioco la soggettività interpretativa.

 

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Visione tridimensionale

Una volta riconosciuto un oggetto cosa ci consente di riconoscerne il volume e la localizzazione nello spazio?

La visione retinica è bidimensionale; la percezione della profondità avviene mediante un adattamento neurosensoriale elaborato a livello cerebrale.

A questo concorrono alcuni fattori: monoculari, binoculari e di esperienza cognitiva.

Riferimenti binoculari

  1. disparità di corrispondenza retinica

  2. diplopia fisiologica

Esiste una corrispondenza fra i punti retinici di un occhio e quelli dell'occhio controlaterale. In questo modo è possibile ottenere una sovrapposizione delle due immagini mediante il riflesso di fusione.

In realtà, però, ad un punto X della retina non corrisponde un unico punto Y della retina opposta, bensì una piccola area di punti adiacenti la cui proiezione nello spazio viene chiamata area di Panum. La sua dimensione è minima in vicinanza della fovea e massima in periferia. Quindi quando si guarda un oggetto situato nello spazio le immagini che si formano sulla retina non sono identiche (l'occhio destro vede in maniera più dettagliata la parte destra e viceversa), perché l'immagine viene proiettata su aree retiniche che sono sovrapponibili, ma non uguali punto a punto.

La disparità con cui vengono visti gli oggetti, unitamente alla presenza dei movimenti saccadici, conferisce una sensazione di solidità all'immagine, una percezione di volume e, pertanto, una visione tridimensionale dello spazio.

La diplopia fisiologica è un fenomeno che avviene quando i punti cadono al di fuori dell'area di Panum o area di visione binoculare simultanea.

Ad esempio: fissando un punto lontano con entrambi gli occhi un oggetto interposto fra l'occhio ed il punto di fissazione apparirà doppio; così come, fissando un oggetto posto a distanza ravvicinata, un punto più lontano apparirà doppio.

La diplopia non viene avvertita soggettivamente, ma contribuisce a fornire una percezione stereoscopica di profondità.

Riferimenti monoculari

  1. meccanismo di accomodazione e di convergenza: serve a valutare la distanza dell'oggetto.

  2. interposizione delle immagini e sovrapposizione dei contorni: considerando due immagini sovrapposte, l'immagine che interrompe il contorno dell'altra è vista più vicino all'osservatore.

  3. prospettiva lineare: linee uguali fra loro sono viste più brevi ed oggetti della stessa grandezza sono visti più piccoli con l'aumentare della distanza.

  4. convergenza delle linee: due linee convergenti forniscono all'immagine un senso di profondità.

  5. variazione cromatica di chiaro-scuro.

  6. differenza cromatica: oggetti il cui colore dominante ha maggior lunghezza d'onda sono percepiti più vicini rispetto a quelli il cui colore ha una lunghezza d'onda più corta. Quindi a parità di luminosità una immagine di colore rosso appare più vicina rispetto ad una immagine di colore blu.

  7. luminosità: quanto più un soggetto è luminoso tanto più viene percepito vicino

  8. allineamento con la linea di orizzonte: quanto più un oggetto è vicino all'orizzonte tanto più è visto lontano.

l'occhio e la funzione visiva

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